Sto facendo tardi per la psichiatra, scrivo invece di “prepararmi”.
Ti ho sognata anche questa notte.
Eri una meraviglia come sempre.
Non devo più?
Anche stanotte è stato un sogno strano.
I farmaci che prendo non dovrebbero farmi sognare, o venire incubi, ma ti sogno lo stesso, ti sento più forte di ogni goccia e di ogni compressa.
Ti ho sognata un’ora, dormo solo quell’ora in ogni notte.
Mi giro sulle ferite che apro ogni giorno, faccio come per tamponarle e poi stringo forte gli occhi e cerco di non rovesciare sulle lenzuola le lacrime che mi premono al centro degli occhi stessi.
Faccio come per tamponare i tagli, tolgo i fazzoletti e guardo i varchi riempirsi di nuovo, guardo quello che c’è sotto e non capisco se sono vene, tendini, arterie, non so nemmeno la differenza, sulla spalla so che sono ossa, se non taglio abbastanza so che è grasso.
Tutto il resto non me lo ricordo, non lo so, non mi importa.
Mi sento stupido, ma agli psichiatri non interessava questo; continuano a chiedermi cosa provo prima di farmi tagli così profondi e cosa provo dopo, e se è davvero tutto per te.
Abbasso istintivamente la testa e faccio come per annuire, ma non so se il mio corpo mi segue; non credo, e scoppio a piangere. Forse il mio corpo è più forte della mia mente, o forse semplicemente sono malato e invalido a tutti i livelli. Eri una meraviglia, a sostenermi con entrambe le mani (mi senti, a pezzi, ancora lì? Non credo più, con la tua nuova vita). Gli psichiatri continuano a dire che malattie fisiche e disturbi psicologici sono sempre collegati. Riporto quel che mi dicono, siccome io di medicina non so assolutamente nulla; questa nuova psichiatra giovane e bravissima mi diceva che pure un infarto può avere cause psicologiche oltre a quelle fisiche.
Sei così tanto dentro di me che non ho mai sofferto nemmeno un ventesimo di quello che sto soffrendo ora in tutta la mia vita.
E ti sogno, ti sogno sempre.
E non mi copro nemmeno più, come se volessi che tutti ti vedessero incisa sulla mia pelle. Passerà anche questa. Vero? Non credi più in me, o solo.. ho smesso di interessarti? Vorrei avere ancora quel piccolo posto, e che nulla fosse cambiato.
Sei tu, non c’è il tuo nome preciso, ma sei tu; quando i solchi tornano subito a riempirsi di sangue e ad uscire dagli argini seguendo linee proprie mi sembra di sentirti ancora mia, come non sei mai stata, ma solo per un po’, questo sì, poco appena.
Così anche nei sogni non succede che quel che è successo nella realtà e tutto quel che ho provato rimane come.. una base, una certezza; tutto quel che stai vivendo è come se lo vivessi anch’io da lettore di una storia meravigliosa e travagliata già scritta, dalla quale sono stato escluso già prima della prefazione. Scegliere, a volte, fa male e tornare indietro, anche se lo si vorrebbe (o lo si vorrà) è quasi impossibile. Che dici?
E così vi guardo e torno a guardarvi, difettando di coraggio e morendo di rimpianti.
Sono già stato tra il precipizio e la corda e mi è sempre mancato il coraggio. Sento il filo spezzarsi sempre più, come quando (mi dicono) vado a lesionare quello che attraversa le mie braccia.
Ora mi aspettano, so che non mi leggi ma.. continuavo a preferire te a tutto questo, lo sai? A tutto, in generale.
Non farmi del male, ti prego.
Mi sento così fragile, e non so tutto questo dolore da dove possa trarre alimento.
Forse sei così forte e bella che riesci ad uccidermi, o forse sono io che invece di costruire protezioni ho vissuto solo per te e grazie a te.
Glielo dirò oggi, parlandogli degli antipsicotici.
Ti ho sognata come tutte le notti, mi lavo i polpastrelli e le palpebre e vado, ti stringo ancora forte qui dentro e vado. Scusa.

bbreathaway:

Quotes en We Heart It.

bbreathaway:

Quotes en We Heart It.

meganyli:

je suis retombée sur cette vielle photo, seule rescapée d’une crise de nerf, ou j’ai supprimé toutes les photos ou l’on voyait mon visage.
je me rappelle ce temps ou je ne me trouvait pas moche, ni inutile, ni sans espoir, ni rien du tout. 
je me sentait heureuse, aimée et parfois jolie.
je ne sais plus quand toute cette merde c’est declenchée..en fait, j’aurais du m’y attendre, car c’etait la periode ou je sortais tout juste d’une phase très noire, ou je passait mon temps a me detester.
et j’ai replongé tete la première.
bref, j’etais heureuse, et j’avait les bras lisse et sans marques, et je ne gardais pas caché de nombreuses lame de taille crayons, ou je ne passait pas mon temps a cacher mes bras et mes cuisses, et ou je ne pensait pas tout le temps au suicide et a la mutilation.
c’est un temps revolu maintenant, car le sourire que je porte sur cette photo, ne pourra plus jamais etre de nouveau sur mes levres. 
parce que, tu sais, il y a tellement de souffrance dans mon petit coeur cramé par la haine. 
il y a tellement de tristesse dans mon coeur noyé par les larmes.
et jamais je n’aurais cru dire ça un jour, parce que c’etait ça qui m’avait sauvé un court moment, je ne croit pas en l’amour.
je pensais que l’amour m’avait sauvé, mais ce n’etait qu’aveuglement et illusions. 
l’amour n’existe pas dans ma vie, ni dans celle des autres, ce n’est que pure connerie. comme dirait Natacha Romanoff, “l’amour c’est pour les enfants.”
on vit seul, on meurt seul, le reste n’est qu’une illusion.

meganyli:

je suis retombée sur cette vielle photo, seule rescapée d’une crise de nerf, ou j’ai supprimé toutes les photos ou l’on voyait mon visage.

je me rappelle ce temps ou je ne me trouvait pas moche, ni inutile, ni sans espoir, ni rien du tout. 

je me sentait heureuse, aimée et parfois jolie.

je ne sais plus quand toute cette merde c’est declenchée..en fait, j’aurais du m’y attendre, car c’etait la periode ou je sortais tout juste d’une phase très noire, ou je passait mon temps a me detester.

et j’ai replongé tete la première.

bref, j’etais heureuse, et j’avait les bras lisse et sans marques, et je ne gardais pas caché de nombreuses lame de taille crayons, ou je ne passait pas mon temps a cacher mes bras et mes cuisses, et ou je ne pensait pas tout le temps au suicide et a la mutilation.

c’est un temps revolu maintenant, car le sourire que je porte sur cette photo, ne pourra plus jamais etre de nouveau sur mes levres. 

parce que, tu sais, il y a tellement de souffrance dans mon petit coeur cramé par la haine. 

il y a tellement de tristesse dans mon coeur noyé par les larmes.

et jamais je n’aurais cru dire ça un jour, parce que c’etait ça qui m’avait sauvé un court moment, je ne croit pas en l’amour.

je pensais que l’amour m’avait sauvé, mais ce n’etait qu’aveuglement et illusions. 

l’amour n’existe pas dans ma vie, ni dans celle des autres, ce n’est que pure connerie. comme dirait Natacha Romanoff, “l’amour c’est pour les enfants.”

on vit seul, on meurt seul, le reste n’est qu’une illusion.

Anonymous said: Ciao,io non ti conosco,non so la tua storia,non so nemmeno il tuo nome, ma devi essere forte e lo so che è la cosa più difficile del mondo soprattutto in situazioni amorose ma devi rialzati e pensare a te stesso,devi essere forte perché sono sicura che tutto questo dolore non lo meriti!buona fortuna per tutto!:)

Grazie mille! =)

Com’è possibile che sia arrivato a questo punto? 
Quando mi sono iscritto su questo sito ed ho aperto un blog era un periodo difficile della mia vita e speravo di poter salvare qualcosa dei miei scritti precedenti, quando ancora riuscivo a scrivere, senza sapere praticamente niente di Tumblr. Non ho nemmeno idea perché aprii un blog su questo sito. 
Non sapevo che si potevano seguire altri blog, che si potessero mandare messaggi e riceverli e che quelli inviati non rimanessero, che non ci fosse un chat e tutto il resto. 
Mi sono ritrovato a provare un dolore così immenso che non avevo mai dovuto affrontare in tutta la mia vita; speravo in qualche modo di pensar meno alle mie malattie grazie alla scrittura e alla lettura di altri blog (che guardavo qua e là prima di iscrivermi, anni fa) e magari nella testa immaginavo di conoscere qualche persona, scambiare qualche parola; non ho mai desiderato altro di più. 
Ed invece mi ritrovo a smaltire il Seroquel, a riempirmi di psicofarmaci, a passare le giornate in un abisso sempre più profondo di solitudine e dolore e gran parte delle mie ricadute è dovuto a quel che è successo per causa di questo sito e di chi vi ho “conosciuto”. 
Mi chiedo com’è possibile; è vero, non ho amici, non ho qualità, non ho salute e non ho niente, ma mi meritavo veramente di soffrire fino a questi livelli? 
Arrivare a dipendere da una persona alla quale sono interessato per mesi e a cui non interesso più nemmeno per una piccola cosa, non pensare a nulla e non prepararsi al fatto che tutto può sempre cambiare. 
Ho commesso i miei consueti errori ed in più mi sono reso colpevole di milioni di azioni, parole, atteggiamenti sbagliati.. 
Continuo a chiedermelo: dipendere da una persona è possibile, è anche possibile morire a causa di una persona, diventare ancor più patetici e farsi riempire di sangue compatibile con il mio, è possibile soffrire perché anche la persona migliore del mondo può soffrire molto più di chiunque altro per mille motivi.. ma io non credo che mi sia meritato tutto questo, e non riesco veramente a farmene una ragione. 
So che è uno sfogo patetico, ma non.. non è possibile, veramente, non lo concepisco. Come ho fatto ad arrivare a far sì che la mia vita dipendesse soltanto da una persona alla quale da mesi non interesso più nemmeno di striscio? È naturale: avrà di meglio da fare, come tutti i ragazzi sani del resto, ma posso essere stato così stupido da non essermi preparato prima? 
Io non.. niente più antipsicotici comunque, oggi è stato uno dei giorni, forse il giorno peggiore della mia vita e come al solito alla sera non c’è niente ad aspettarmi se non l’attesa. 
Ricordo quanto soffrii nel 2009, quando fui lasciato per la seconda volta dalla ragazza che amavo più di ogni altra cosa al mondo. 
Ricordo che non avevo le malattie che ho adesso, e che ne uscii con una sofferenza atroce e dopo mesi di.. mi sento così stanco e patetico, saranno i farmaci, saranno questi mesi, ma non riesco nemmeno ad esprimermi. Non trovo le parole e non riesco a parlare a voce. 
Non è possibile che io mi sia ridotto così. 
Non avrei mai pensato non solo di potermi ammalare in modo così grave e cronico, questo ci sta, ma di stare così male ancora.. anzi, dieci volte tanto.. 
Per quanto potrò andare avanti? 
La cosa peggiore di tutte è la consapevolezza che tuttto ciò che è successo è giusto e segue il corso naturale degli eventi.. se avessi qualcuno a cui dare colpe.. il problema è che io ho commesso molti errori verso me stesso e verso gli altri, ma gli altri non ne hanno mai commessi verso di me. 
Ma vedere.. 
Vedere tutto ciò che è cambiato e vedere tutto questo attraverso strati impenetrabili e sempre più opachi. Vederli 
Fa male, tanto. 
Fa male. 
Scusate lo sfogo, in genere più che stupirmi per le decine di persone che non mi seguono più dopo ogni cosa che scrivo mi stupisco del fatto che c’è qualcuno che mi legge e questo è.. 
Scusatemi (penso sia la prima volta che uso una seconda persona plurale qui sul mio ridicolo blog) per la stanchezza e la pateticità di ogni cosa. Oggi è stata davvero la giornata più brutta della mia vita a livello farmacologico, fisico e psichico. E tutto questo per cosa?
Non posso più abituarmi ed accettare.. come faccio? Non posso più.. ma non posso che pensare a tutto quello, al passato, a ciò da cui la mia vita dipende, che mi dice che è la stessa cosa..
Spero almeno non voglia farmi del male, come mi è già stato fatto migliaia di volte coscientemente. Lo spero, anche se ormai..

jonesilviolinista:

non me li aspettavo
tutti questi addii
pensavo che ogni cosa che amavo
poi rimaneva mia

(via raccontamidite)

Kraujo grupės A+

Non ricordo più nulla, se non nella nebbia. 
Scrivo ed esisto solo per te, 
come un’ombra a mezzogiorno, 
e non riuscirò mai più a chiudere le palpebre.
Come posso perderti, a costo di morirne? 


Sento tanto sangue in circolo –
ha cambiato colore, 
è più caldo, più rosso e vivo, 
mi sento diverso e vorrei che 
fossi qui con me per sentirmi anche tu.
Vorrei stringerti piano, come mi promettevi. 


Mi risuonano echi nel cervello, 
le luci che sfarfallano di un ospedale 
vecchio, vuoto e caldo 
a fine agosto; tutto è riflesso 
sui visi dei dottori, degli infermieri, 
su volti che ho già dimenticato. 

Che volto avrai tu, A positivo
Mi avete pure spiegato tutto, 
quegli zeri e tutti quei fattori; 
l’antitetanica perché non si può ricevere 
sangue con anticorpi formati e 
vi guardavo, come sempre, 
attonito: avviene qualcosa di più grande 
attorno e dentro di me, 
non posso comprenderlo 
e vivo ancora solo di te. 

Vorrei che tutto quello che ci siamo promessi 
formi, nelle nostre strisce del destino – la tua 
meravigliosa e colorata, la mia arida e invisibile 
come il filo di un rasoio, insignificante 
di fronte a tutto ciò che vivi ogni giorno –
una costellazione di puntine, vorrei vederle 
solo per un minuto, gli occhi verdi e rossi iniettati; 
avere qualcosa di cui vivere, dato che di viverti, 
hai scelto di non parlarne mai più.

E sai che non mi rimane niente.

Ogni tanto però serve sapere che c'è... - Serva me, Servabo Te. | Facebook

Kalictvo

Mi ritrovo ogni sera a scriverti, sapendo che non mi leggerai mai (o sì?). 
Dipendo da te. 
Non serve a liberarmi. 
Non serve a sfogarmi. Ma come mai potrebbe?!
È pure controproducente per chiedere aiuto. Lo sai? 
Controproducente. Ti ricorda qualcosa? 
Forse non ci hai mai pensato, o forse non ci pensi più. 
Forse non pensi più a nulla, per quel che ci lega assieme. 

Stringo forte nel pugno sinistro la Uni 1,4 blu. 
Vorrei saper disegnare, te l’ho sempre detto. 
Avrei un’idea precisa in testa. Te la racconterei a voce, ora, se non fosse mai trascorso il tempo di per sé.
Una volta scrissi un romanzo su questo, sai? 
Non ho potuto terminarlo, proprio per via di quel che è successo tempo fa. Quel tempo scorso.
In realtà non saprei bene come dipingere, se potessi, il corpo periferico. 
Saprei dipingere alla perfezione il centro della scena: sei tu. 

Ed invece fisso un foglio con scritte strane che stampava mia madre a lavoro anni fa. 
Ho la casa piena di questi fogli, spessi e stampati solo da un lato. 
Provo ad abbozzare due righe: prima con la sinistra, poi con la destra. 
Mi manchi. Non respiro più.
Se mi sveglio ogni mattina non è per lavorare, e nemmeno più per poche cose; 
non è per sperare, e nemmeno per permettere ai miei anticorpi di guarire. 
È sempre peggio, ma hai di meglio a cui pensare. 
È per una speranza vana. 

Non ho nemmeno la forza – fisica, mentale –
di cui necessiterei. Per questa ragazza, era necessaria una preparazione, 
una giustificazione, insomma.. bisognava prepararsi bene. 
Avrei dovuto farlo anche io, in un altro senso. 
Per questa ragazza – non ricordo chi fosse, né come si tolse la vita –
era quasi obbligatorio, scrisse, dedicare ciò che resta di noi 
nel far sì che gli ultimi frammenti rimasti trovino una loro forma. 

Il problema è che li hai tutti tu, i miei. 
Li ho lasciati nelle tue mani, e mai potrò toccarle. 
Non è che non ricordi cosa ne hai fatto, lo so. 
È semplicemente che ora hai altro a cui pensare. 
Ho vissuto tanti anni nei ricordi, ma ormai ogni cosa mi ha travolto. 
Stringo forte di nuovo la Uni, con quel suo nome strano stampigliato. 

Mi sorprese molto una ragazza che non mi ha mai letto in vita sua, 
quando mi disse che il suo sangue era rosso vivo e caldo 
soltanto perché era ancora giovane. Disse proprio così: 
perché sono ancora giovane. Con una freddezza impressionante, da diciottenne. 
Ho tanta paura del distacco, e la freddezza mi uccide. 
Mi uccidi. 

La stringo forte e come un fiume verso la foce sento dai crepacci 
scorrere a strapiombo notte dopo notte rivoli, 
strisce scure che, di propria volontà, aggirando grumi e rocce
s’uniscono e si dividono e tornano ad unirsi fino a fermarsi; 
gocciolano come rugiada, scrosciano come cascate sul foglio. 
Non avrei mai voluto disturbarti. Scusa.
Ti lascio sola. Accetterò, sempre un battito in meno fino a fermarsi.