Una cosa sola dovevo fare: non automutilarmi dalla doccia (20:30 di oggi) alla presa in carico nel centro psichiatrico (09:00 di domani). 

Non so per quale motivo continuano a scambiarmi per un tedesco ma anche oggi è successo due volte. Non so più di cinquanta parole in tedesco e riguardano tutte la storia, e so anche il Gott erhalte.. ovviamente! Lasciamo perdere la disputa di ieri con un ligur-piemontese che mi ha citato il Menotti.
Questo ragazzo marocchino di Casablanca simpaticissimo con ascendenze francesi è stato il primo a scambiarmi per un tedesco, e ho poi solo gli occhi verdi e i capelli rasati e chiari e sì ho la barba un po’ tipo rossa perché non ho voglia di tagliarla tanto non mi caga nessuno uguale. Ovviamente abbiamo anche ascendenze germaniche e quant’altro ma non sembro un tedesco proprio cioè manco un mantovano sembro. Boh!
Ascendenze francesi anche perché di pelle era più chiaro di me e aveva gli occhi nocciola. Niente facciamo un sacco di discorsi meravigliosi su Corano e Bibbia, io sono piuttosto filocristiano e questo non solo non si è incazzato quando gli ho detto di esser sempre stato agnostico ma mi ha anche lasciato recitare la shahada correggendomi la pronuncia.
Recito la mia professione di fede ad Allah e Muhammad (che poi lui pronunciava Muammèd ma va beh, non ci capivamo per un cazzo ma era simpatico) e intanto entra una mia cliente fissa che porta tipo sei croci al collo insieme alla figlia che non avevo mai visto, ragazza di diciotto/vent’anni ovviamente meravigliosa e bellissima dato che Dio ha deciso che tutte le emiliane sarebbero dovute nascere belle. A lei non frega un cazzo di me nel senso che non mi saluta neanche, la madre inorridisce probabilmente pensando che l’azienda l’ha rilevata una setta jihadista ma questa volta, a differenza delle altre, non mi comincia a parlare di come ha sofferto e di come ne è uscita e dei libri che dovrei leggere e del fatto che non mi devo tagliare (non è il massimo andare a lavoro con magliette di gruppi depressive black e bende fino al polso lo so) e del fatto che non devo andare dagli psichiatri ma leggermi i suoi santoni sincretistici.
Parlo con il ragazzo e seguo con gli occhi la ragazza che non mi degna di uno sguardo e se ne va in macchina.
Il ragazzo vuole insegnarmi l’arabo ma ho qualche dubbio che ne sia capace.
Alla fine ho capito che il Marocco è meraviglioso ma che là comandano gli ebrei (questa giuro non l’avevo mai sentita), non c’è guerra e questo re Muhammad VI (che lui pronuncia appunto in tutt’altra maniera ma ok) è straordinario al confronto del padre come mi dicono tutti i marocchini, e che questo marocchino non andrebbe negli altri paesi arabi nemmeno se lo pagassero perché ha paura delle guerre e mi vuole bene perché abbiamo parlato di Isà (che lui pronuncia tipo Issa, ‘na roba così, cioè Cristo per dire) e mi ha detto che in fondo ad Allah vado bene anche io perché sono simpatico e gentile.
Della ragazza meravigliosa zero tracce, spero inshallah di non aver perso dei clienti (perché, come il ragazzo mi ricordava dolcemente, se vengono clienti è merito Suo!) anche se mi sa che non la vedrò mai più. Ed ora è tutto per la parte farmacologica della mia giornata!

finoallafinedelmiomondo:

"Non esiste un Troppo lontano, esiste un Non è abbastanza importante."

Deditio

Non mangio, per te. 
Più. 
Così ti lascio più spazio, 
lo sai? 

Scrivo con il poco che ho, 
e non mi leggerai mai. 
Ti lascio più spazio, 
tutto per te, vuoto.

Sono scalini su cui riposarti 
questi solchi scavati che vedi; 
sta’ solo attenta al bagnato –
e scusa perché non ho pulito abbastanza. 

Aspetto che non mi verrai mai a cercare,
e lascio che quel vuoto mi divori ancora oltre.
Davvero non è mai terminato nulla 
perché nulla aveva mai preso inizio?

Ogni giorno me ne capitano talmente tante (tragicomiche, in genere) che ho quasi maturato la presunzione di credere di meritarmi un amico d’ufficio anche solo per far sì che il mio essere un disastro vivente (tutto ciò che questo comporta e quel che mi succede) non rimanga senza testimoni.

Fragmenta

Crollano anche le montagne, 
nel torno d’un secondo. 
Le foreste, le promesse,
i borghi e le certezze.

Un battito di ciglia soltanto 
ed ogni ponte brucia, 
l’acqua in frantumi si ghiaccia, 
vite sfilacciate si disperdono. 

Un’intera vita – ti sembra –
consumata alla luce di mille candele, 
a costruire una città di cristallo –
il futuro ideale per chi non l’avrebbe mai vissuto. 

Apri le palpebre scrostate 
ed attorno a te macerie d’ogni natura; 
fumo scuro, dolore pressante, 
frammenti di progetti tra le rovine. 

Nel torno d’un secondo 
tutti i rifugi vengono fatti a pezzi: 
chiudi le ciglia una volta ancora, 
non sognare mai più: spegniti. 

Cuci sorridendo le tue labbra, 
elettrifica il filo che fa contatto con le tue iridi chiare; 
nessuno ha mai voluto vederle, 
lascia che la loro memoria torni a chi ha creato ogni cosa.

qualcunomiosserva:

Tu non ci sei e questo, un po’, mi dispiace.

La porta

La porta di sotto
cigola, ed è chiusa;
la porta di sopra
sbatte, e non c’è vento.
È un niente che son nato,
fra un niente sono morto.

[Giacomo Cortesi]

Importa davvero qualcosa a qualcuno?

Non chiedo soldi, non voglio avere una macchina figa, un bel lavoro, una casa mia e non mi interessa il sesso, non mi interessa esser pieno di soldi e viaggiare tutti i giorni, non chiedo di avere cento amici o che le ragazze mi chiedano di uscire, non chiedo niente di tutto questo.
Chiedo soltanto un poco di salute. Oppure chiedo soltanto che mi si dicesse chiaramente: “sei un mostro, hai questa malattia alla vescica? Bene, non esco con te, fine”. Non che chiunque sparisca, chiedo che mi si dica: “la malattia fa paura, spaventa, e tu sei un mostro”, piuttosto che sentirmi dire “non sei la tua malattia, figurati, la gente non ci fa caso” e poi vedermi sbattuta in faccia la realtà. Cioè che nessuno vuole un malato e che non guarirò mai. Sono davvero così cattivo, ho davvero commesso crimini tali per meritarmi un dolore del genere? Per non avere nemmeno una persona? Cosa chiedo? Un po’ di salute, poter chiedere ad una ragazza: “usciamo? A mangiare qualcosa, o solo a fare un giro e due chiacchiere”. Chiedo soltanto di stare “normalmente” come chiunque. Cos’ho fatto per meritarmi tutto questo? Potrà sembrare patetico a chiunque, e lo è, ma non ce la faccio più davvero. Scusate lo sfogo, che nemmeno è nello stile di questo inutile blog. Scusate le patologie fisiche ed i disturbi mentali.